Dal WEF, le pagelle sulla sostenibilità ambientale nel mondo

In occasione del World Economic Forum (WEF) di Davos (23-26 gennaio 2018), tra i numerosi rapporti che sono stati presentati c’è stato anche il consueto EPI 2018 (Environmental Performance Index), un metodo per quantificare numericamente le prestazioni ambientali dei Paesi in merito a 2 grandi settori pubblici: la protezione della salute umana da danni ambientali e la tutela degli ecosistemi.

Progettato da Pilot Environmental Performance Index e pubblicato per la prima volta nel 2002 per integrare gli obiettivi ambientali delle Nazioni Unite, questo indice è stato sviluppato poi dalle Università statunitensi di Yale (Connecticut) e Columbia (New York), in collaborazione con il WEF e il sostegno della canadese “The Samuel Family Foundation” e della svizzera “The Call MacBain Foundation”.

Tra i 180 paesi analizzati, il rapporto 2018 premia soprattutto gli stati europei, mentre boccia il sudest asiatico.

Svizzera, Francia e Danimarca sono le nazioni appena salite sul podio, seguite da Malta e Svezia.

Tra paesi del G7 la Francia è seconda, il Regno Unito sesto, la Germania tredicesima, l’Italia sedicesima, il Giappone ventesimo e il Canada venticinquesimo. Gli Stati Uniti occupano invece il ventisettesimo posto. Al fondo della classifica gli esperti statunitensi mettono India e Bangladesh, seguiti da Burundi, Repubblica Democratica del Congo e Nepal. Tra le economie emergenti, la Cina e l’India occupano rispettivamente il 120° e il 177° posto, a riprova delle tensioni demografiche e della rapida crescita economica che genera stress ambientale. Il Brasile, invece, occupa il 69° posto.

Da vicino, il nostro Paese con un punteggio complessivo di 76,96 occupa la 16ma posizione con un trend crescente rispetto alle precedenti classifiche, ma penalizzata per l’esposizione dei cittadini alla cattiva qualità dell’aria (134° posto per il particolato fine-PM2,5) nel settore protezione della salute umana, e dallo stato degli stock ittici (131° posto) nel settore della tutela degli ecosistemi. Di contro occupiamo il 1° posto per la sicurezza dell’acqua da bere e per i servizi igienici.


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